ASYLUM AMICORUM

Forse la più antica strutturadi Gagliano del Capo,nata nel 1555 come rifugioper i pellegrini.

Il nome è rimasto inciso sulla pietra dell’ingresso per più di cinquecento anni: ASYLUM AMICORUM, il rifugio degli amici.


Nel cuore del centro storico, l’ingresso si apre su una stradina silenziosa a due passi dalla piazza.
Un rifugio sulla viaFrancigena, dal 1555



L’edificio nasce nel 1555 come rifugio per i PELLEGRINI che percorrevano la via Francigena diretti al santuario di Santa Maria di Leuca, il De Finibus Terrae: il punto in cui, per chi camminava, la terra finiva.
È probabilmente la più antica struttura presente a Gagliano del Capo.
Vince in bono malum— vinci il male con il bene


Il rifacimento della facciata ha rivelato alcune ISCRIZIONI IN LATINO, rese visibili dopo la scrostatura dei vecchi strati in calce. La prima recita “Vince in bono malum”, parte della frase più ampia “Noli vinci a malo, sed vince in bono malum”: non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene.


Diligite iustitiam quiiudicatis terram

Sull’architrave della finestra accanto, la seconda incisione: “Diligite iustitiam qui iudicatis terram” — amate la giustizia, voi che giudicate sulla terra. Il vecchio e il nuovo Testamento sono le fonti originarie di queste iscrizioni, molto probabilmente suggerite da religiosi o ecclesiastici del tempo (A. D. 1555).


Restaurato nel rispettodell’architettura dell’epoca

L’edificio è stato completamente ristrutturato mantenendo elementi come le VOLTE A STELLA e i capitelli, e gli spazi rispecchiano la conformazione originale della struttura.


Le camere si alternano in un GIOCO DI INCASTRI creando due grandi terrazze: è la pianta del Cinquecento ad averle disegnate.
Sotto la casa,un antico pozzo

Durante i lavori è riemerso un ANTICO POZZO, rimasto nascosto per secoli. È una delle sorprese che una casa di cinquecento anni si tiene in serbo.


Alle pareti delle aree comuni abbiamo appeso antiche fotografie di Gagliano del Capo: il paese come era, per chi lo attraversa oggi.
La bellezza della semplicità
Gli arredi sono arricchiti da elementi caratteristici della tradizione salentina. Niente di appariscente: pietra a vista, ferro battuto, calce bianca e la luce che entra dalle finestre alte. La stessa idea di misura che aveva chi ha costruito questa casa.
